Style File # 6 / SS 2012 Kanye, Miuccia e l’Ultimo Imperatore.


Di tutto il carosello della moda che ha volteggiato freneticamente nelle scorse settimane, e di tutti i nomi, le celebrities, i tacchi alti, i sorrisi smaglianti e le Birkin originali (e non) che ci sono saltati su al volo, io mi ricordo poco e nulla. Diciamoci la verità.

Centinaia di collezioni e un gran casino: abiti fluo o polverosi, black and white o pop, lunghi o corti, preziosi o street e solo alcune (pochissime) certezze, tipo l’ologramma di Anna Wintour ovunque in prima fila (e non mi venite a dire che è lei veramente, perché non si spiegherebbero tutti i cambi d’abito, i capelli sempre impeccabili e il viso rilassato), le onnipresenti top model del mio cuore, la festa di Vanity Fair, quella di Vogue e qualche Charity Gala disseminato qua e là come per dare un senso socialmente accettabile ai milioni investiti.

Visto tutto quello di cui sopra e siccome sarebbe uno sforzo incredibile e ingiustificato andare a spulciare tutti i lookbook sfornati in questo mese per la prossima SS 2012, avrei deciso di omaggiare soltanto tre highlight che mi hanno particolarmente colpita e a cui non riesco a smettere di pensare, tra commozione e risate a crepapelle: in primis, l’uomo che fu della mia vita, ormai rimpiazzato da un duo di designer abilissimi e meritevoli che grazie a Dio non ne hanno profanato la memoria artistica, ovvero Valentino. Secondo poi, una donna illuminata e di classe che ancora una volta ha stupito il parterre per l’eleganza e il valore di protesta dei suoi abiti, così apparentemente ortodossi. In ultimo -come non ricordarlo- l’uomo che tutto aveva e tutto voleva, quello che minacciava gli uffici stampa per farsi invitare alle sfilate e che un giorno, depresso per i ripetuti fallimenti, decise di saltare dall’altra parte della barricata per dimostrare a tutti di che pasta era fatto. Lui: Kanye West. Alle prese con una collezione un po’ Jenny from the Block, un po’ Sciura a Cortina, piena di pellicce e micromutandine, stivali borchiati e gli immancabili occhiali da sole con i quali difendersi dalle luci della ribalta.

Povero. A vederlo tutto sudato che stringe la mano al diavolo in persona, per poi posare vicino alla sua impeccabile fidanzata (debitamente griffata di altre griffe), giuro che faceva una tenerezza incredibile.  Tanta, che adesso non voglio più infierire. Tanta, che forse è meglio per lui se parliamo d’altro. Tanta, che sono sicura vorrà tornare a fare la rock star o quello che diamine era prima della disastrosa esperienza.

Fortunatamente, l’animo gentile e sofisticato della Haute Couture è risorto sulla passerella dell’ultimo imperatore, dove Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli hanno messo in scena un parquet  ricoperto di petali di rosa sul quale aristocratiche zarine russe fuggivano alla volta di una Parigi illuminata. Il lusso degli abiti, appena sussurato dai velluti devoré, i broccati, e le sottili tiare scintillanti, così avvolto in non colori e timidamente celebrato dai ricami d’oro e argento (insieme a qualche legittimo episodio di rosso vivo) mi ha fatto uscire la lacrimuccia.

Ma ancor di più Sua Altezza Miuccia, che in tempi in cui le prostitute vengono chiamate escort, le quote rosa indossano t-shirt discutibili e le bambine giocano al bunga bunga, riscopre la dolcezza e ci regala abiti misuratamente dolci e sensuali, dalle tinte pastello e le gonne plissé. Sicché mi sono detta che forse c’è solo una quantità limitata di decoro nel mondo, e Prada deve essersi accaparrata anche quello di Kanye. Check it out.






Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...